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DOCUMENTARY

(italiano a seguito) In today's society buying, collecting, compiling and cluttering are common practices. Is this a “created need” result of prosperity or is there something more to it, more profound, closer to our essence as humans, that belongs to man’s nature?

THE HOUSE HE BUILT is a film about a man, my father, and his house, which - like many others -is full of objects, books, photos and memorabilia collected over his formidable life. The film turns into an intimate excavation of what is memory revealed through the dialogues between my father Sergio and myself, the film director. By portraying the strong relationship between Sergio, our family house, the space he lives in, and the objects he kept, it speaks to all of us of our over cluttered existence.

Sergio, Italian journalist, intellectual, storyteller and public television pioneer, constantly traveled and was never still in a place for too long. In the movie the traveling continues through the many rooms of his home and we follow his musings as he walks: every single thing filling the place is is the connection to a memory in his past and the beginning of a new story. But larger universal questions resonate such as: What role places and objects play in people’s life? What is most important to the person as they age?

As we follow the labyrinthine wanderings through the home, we loose track of time and embark in a exploration where Sergio becomes a guide for our own personal journey.

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THE HOUSE HE BUILT è un film su un uomo e la sua casa. Incontriamo Sergio Borelli - 95enne giornalista italiano, intellettuale, narratore e pioniere della televisione pubblica - nella casa di famiglia a Roma, un labirinto di libri, foto e cimeli raccolti durante la sua formidabile carriera. Attorno a Sergio si muove un nugolo di donne, quattro figlie e quattro nipoti, che si prendono cura di lui. Nel film seguiamo le riflessioni di Sergio mentre attraversa le stanze dei tre piani della casa: ogni oggetto, immagine o libro diventa l'inizio di un racconto.

Quando gli si chiede quali siano le conquiste personali o professionali di cui va fiero, Sergio risponde: "Ho costruito questa casa!", come se lo spazio fisico dove vive corrispondesse alla sua mente e includesse le sue emozioni e il suo sapere. In effetti Sergio ha costruito la sua casa (per sé e la sua famiglia) in un rapporto personale e diretto con se stesso: la casa è il ritratto di Sergio e lui è il ritratto della sua casa. Tanto che il luogo stesso restituisce immagini di eventi della sua vita come se si fossero svolti lì dentro. Come se questo contenitore di oggetti, fotografie e oltre 50.000 libri avesse una vita propria specchio di quella di Sergio.

Piano piano, nei dialoghi tra Sergio e la figlia Caterina, la regista, il film si trasforma in un’esplorazione intima della memoria. Ma THE HOUSE HE BUILT è più di una narrativa personale. Ritraendo la forte relazione tra Sergio, lo spazio in cui vive e gli oggetti che ha conservato, diventa una riflessione universale che tocca alcuni grandi interrogativi dell’esistenza: quale ruolo hanno nella vita delle persone gli oggetti raccolti e i posti dove si è vissuto? Cos’è più importante per chi invecchia e per coloro che lo circondano? Quali riflessioni sulla vita si fanno strada quando la fine si avvicina?

Mentre seguiamo il labirintico girovagare per la casa, perdiamo la cognizione del tempo e ci lanciamo in un'esplorazione in cui Sergio diventa una guida per il nostro viaggio personale.

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